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Ladinia
Anche nell'amministrazione pubblica il ladino si è fatto strada in momenti diversi. Se ai ladini della provincia di Bolzano venne data la possibilità di utilizzare il ladino amministrativo già dopo l'emanazione del Decreto del Presidente della Repubblica del 15 giugno 1988 (nr. 574), i ladini della provincia di Trento dovettero attendere fino al 1993 prima di poter godere di tale riconoscimento (D.Lgs. nr. 592 del 16 dicembre 1993). Ai ladini della provincia di Belluno, invece, toccò aspettare fino all'approvazione della legge-quadro 482/99, prima di poter iniziare con la loro attività nel settore amministrativo.
Nella Val Badia e nella Val Gardena si è pervenuti a un livello per il quale i comuni e gli uffici pubblici emettono i documenti in tre lingue. Al cittadino viene così data la possibilità di comunicare con l'amministrazione pubblica nella propria madrelingua. A Bolzano è stato istituito un ufficio apposito con l'incarico di tradurre le comunicazioni provinciali indirizzate ai cittadini di madrelingua ladina. In Val di Fassa le traduzioni dei documenti amministrativi sono coordinate da un ufficio del Comprensorio ladino. Il personale di tale ufficio è anche responsabile per i contatti con il personale comunale al quale viene gradualmente affidato il lavoro di traduttore. A Livinallongo e a Cortina d'Ampezzo è soprattutto l'Istituto Culturale Ladino “Cesa de Jan” che si mette a disposizione per le traduzioni e per la formazione del personale traduttore (ultimamente si sono tenuti diversi corsi per l'apprendimento del ladino amministrativo). In queste due valli la situazione non è ancora approdata ad una regolamentazione definitiva per quanto riguarda l’emanazione bilingue in lingua ladina e italiana di atti ammninistrativi.
Di notevole importanza è l'utilizzo del ladino sui cartelli stradali (e nella toponomastica in generale) e sulle infrastrutture pubbliche: nella Provincia di Bolzano il ladino è riuscito a farsi strada tanto da essere utilizzato perfino nelle città come Bolzano, Merano, Bressanone o Brunico (vedi insegne degli ospedali, dell'università, degli edifici provinciali ecc.). Nelle altre due province invece si è ancora lontani da tale traguardo.
Con l'istituzione nel 2006 del Consorzio dei Comuni Ladini si è fatto un notevole passo avanti verso la creazione di un legame politico-amministrativo fra le singole amministrazioni. Uno dei fini di tale consorzio è quello di occuparsi del mantenimento e della tutela della lingua ladina. L'aspettativa che si possano difendere in tal modo i valori culturali della minoranza ladina e che venga concesso loro in tutte le valli lo spazio necessario è grande.
Per quanto attiene la rappresentanza politica a livello provinciale le norme statutarie e d’attuazione prevedono per il gruppo linguistico ladino del Sudtirolo e del Trentino un rappresentante di diritto nei rispettivi consigli provinciali. Purtroppo tale diritto non è concesso ai ladini di Livinallongo e Cortina d’Ampezzo che rientrano a livello amministrativo nella provincia di Belluno e Regione Veneto che non possiede lo status di regione a statuto speciale.
La possibilità di dichiarare la propria appartenenza linguistica in occasione dei censimenti concessa ai ladini della provincia di Bolzano riveste una grande importanza, dal momento che permette di regolamentare i posti di lavoro nel settore pubblico. Per la provincia di Trento è in vigore un principio territoriale che prevede il diritto di precedenza nei posti di lavoro pubblici della Valle di Fassa per coloro che sono in possesso dell’attestato di bilinguismo.
Dato che il ladino è utilizzato nell'amministrazione pubblica, sia nel Sudtirolo che in Trentino opera una commissione specifica per la valutazione delle conoscenze della lingua ladina. I cittadini appartenenti alle popolazioni ladine delle province di Trento e di Bolzano hanno facoltà di usare la propria lingua nelle comunicazioni verbali e scritte con l’amministrazione pubblica e le istituzioni, che svolgono funzioni esclusivamente nell’interesse delle popolazioni ladine. Gli uffici e le amministrazioni, qualora la domanda o la dichiarazione sia stata formulata in lingua ladina, sono tenuti a rispondere in ladino. Lo stesso vale anche per il personale scolastico: prima di poter accedere a un posto di ruolo, ogni insegnante ha l'obbligo di dimostrare le proprie conoscenze sia culturali che linguistiche. L’accertamento della competenza linguistica ladina è un prerequisito fondamentale di ogni azione di tutela che garantisce al ladino e a chi lo parla una possibilità di sopravvivenza.